Chi sogna piglia pesci.
Onironautica e il timone dei sogni.

“Chi dorme non piglia pesci” è un celebre invito dal guardarsi dalla pigrizia, usuale nemica della realizzazione di desideri e obiettivi. Ma quel particolare dormire, che non porta pesca fruttuosa, è attività ben lontana dal sonno ristoratore, di anima e corpo, che quotidianamente dovremmo difendere e curare, come spazio sacro per noi stessi.

Il sonno che ristora è il dormire fruttuoso, perché permette un corretto funzionamento del sistema immunitario, una rielaborazione creativa di idee e conoscenze, nonché la crescita e riparazione cellulare. Inoltre questo sonno “sano” apre le porte del sogno, che può essere un territorio prezioso dove restare quantomai svegli. Per il Buddismo Tibetano, ad esempio, il sogno ha le potenzialità di essere una dimensione ancora più sveglia della veglia stessa. Siamo di fronte al cosiddetto Sogno Lucido.

Il Sogno Lucido indica quella particolare esperienza onirica in cui il sognatore è consapevole di sognare nel momento stesso in cui sta sognando. Solitamente la consapevolezza di avere sognato avviene solo a sogno concluso, al risveglio, nonostante i sogni spesso riportino tutta una serie di incongruenze, situazioni paradossali e a volte assurde, insomma un’abbondanza di “indizi” che potrebbero portarci a riconoscerne la natura “non reale”. Nel Sogno Lucido, invece, qualcosa (particolari, pattern onirici o altro) aiuta il sognatore a capire che sta sognando e improvvisamente riconoscersi nel proprio grande Teatro Onirico. Questa esperienza è una sorta di “risveglio nel sogno/sonno” che ha delle caratteristiche emotive inconfondibili e spesso molto intense. Una buona percentuale di persone (soprattutto in età infantile e adolescenziale) sperimenta naturalmente, almeno una volta nella vita, il Sogno Lucido, scoprendosi Onironauta, etimologicamente chi naviga il sogno ed è quindi in grado di solcarne le onde a piacere,  conducendo la rotta della trama onirica, scegliendo scenari, situazioni ed esperienze HD che superano qualsiasi realtà virtuale digitaleVolare, assaporare cibi, incontrare persone e personaggi, vivere esperienze piacevoli e elettrizzanti sono fra le prime attività tipiche che il Sognatore Lucido si regala, in un personale parco giochi onirico che tuttavia, col tempo, spesso assottiglia le caratteristiche più squisitamente ludiche ed edonistiche, a favore di qualcosa di molto più profondo. Come dialogare con il proprio inconscio, incontrare i propri desideri più profondi, le proprie vocazioni e consapevolezze o scoprire la saggezza di un incubo.

Questa capacità di “risvegliarsi nel sonno”, quando innata, sembra declinare con gli anni. Come d’altronde tutta la dimestichezza con la creatività, la fantasia e la “magia” della vita, di cui l’adulto diventa spesso troppo dimentico. Inoltre, la nostra cultura contemporanea occidentale non ha storicamente prestato particolare attenzione al mondo onirico, usualmente visto dai più come un calderone confuso o raccolta indifferenziata di residui giornalieri. Siamo addirittura soliti rispondere “È solo un sogno” a un bimbo che si risveglia da un incubo, spesso senza dedicare la giusta attenzione a quel piccolo immaginario onirico che desidera in qualche modo esprimere un’ombra che straripa. Un’ombra preziosa, degna di ascolto e probabilmente molto feconda, come la terra nera del Nilo.

Nell’ultimo secolo la Psicanalisi, la Psicologia, le Neuroscienze, l’Antropologia e la stessa Medicina del Sonno hanno iniziato a riportare giusta attenzione al sonno e al mondo onirico, riconoscendo al sogno il ruolo fondamentale di metabolizzatore di ricordi ed emozioni, in grado di integrare le vecchie e nuove esperienze in un tessuto di consapevolezza maggiore.  Anche il Sogno Lucido è stato riconosciuto scientificamente negli anni Ottanta, grazie agli eclatanti risultati ottenuti negli esperimenti di Stephen LaBerge, pioniere contemporaneo dell’Onironautica, ed è al centro di sperimentazioni avanguardistiche in ambito psichiatrico e nella gestione dello stress post traumatico (nelle tedesche Johann Wolfgang Goethe-Universität e University Medical Center di Göttingen come nella Harvard Medical School).

Tuttavia in diverse culture millenarie il Sogno Lucido ha da sempre vestito un ruolo centrale nel benessere, crescita ed evoluzione personale: nel Buddismo Tibetano, ad esempio, come in alcune tradizioni Yoga e nello Sciamanesimo Messicano. Nel Buddismo Tibetano il Sogno Lucido è una pratica di “Risveglio” che ci prepara al “Risveglio da svegli”, ovvero nientedimeno che all’Illuminazione. La consapevolezza del contesto in cui siamo immersi durante il sogno, che ci porta a riconoscere di essere addormentati nel momento stesso in cui lo siamo, ovvero al Sogno Lucido, è infatti la stessa consapevolezza del contesto in cui siamo immersi durante la veglia – che per i Buddisti è un grande sogno – che porta a quella che essi chiamano l’Illuminazione, ovvero la Vita Lucida. Se sognare lucidamente significa “svegliarsi nel sogno del sonno” e interagire creativamente con esso, diventandone registi e protagonisti, vivere lucidamente è svegliarsi nel sogno della veglia, diventando consapevoli di tutti quei piccoli meccanismi silenziosi che ci fanno vivere addormentati e muoverci in un’eterna sonnolenza o addirittura sonnambulismo, ciechi alla magia della vita e sordi alla melodia della natura e dell’esistenza stessa. Vivere lucidamente è svegliarsi da svegli e iniziare, come nel Sogno Lucido, a navigare le onde del Sogno della Vita, interagendo con esse creativamente, con la consapevolezza che partecipiamo attivamente alla creazione degli scenari che stiamo vivendo, all’apparizione di personaggi e accadimenti. E che siamo noi i primi registi e protagonisti della nostra parte del Sogno Condiviso della Vita.

Ma come si impara ad avere Sogni Lucidi? 

Molte sono le vie che le culture hanno inventato per coltivare Sogni Lucidi. Alcune prevedono l’uso di particolari erbe o integratori (come nella tradizione messicana) o l’utilizzo di stimolazioni elettriche sul cuoio capelluto, nelle università tedesche e statunitensi. Ma esistono delle vere e proprie tecniche e discipline in grado di aiutarci naturalmente ad avere il nostro primo Sogno Lucido o a incrementarne la frequenza, durata e qualità, se siamo già Onironauti. Sono pratiche mutuate dalle tradizioni Yoga, buddiste e messicane, ma anche dall’esperienza di grandi artisti che hanno fatto del mondo onirico un fertile campo di ispirazione, come Salvador Dalì, e ci permettono non solo di sperimentare la lucidità nei sogni ma di entrare in contatto profondo con le potenzialità di tutto il mondo onirico, che comprende Sogni Lucidi, sogni non lucidi, allucinazioni ipnagogiche (tipiche della primissima fase di assopimento) e tutti i “sognamenti” che viviamo naturalmente nelle nostre giornate, i “sogni ad occhi aperti”, per intendersi. Non è facile, ma non è neanche difficile: richiede solo un po’ di passione e dedizione. Come ogni cosa. E soprattutto quella dei Sogni Lucidi è una via di consapevolezza e crescita meravigliosa e piacevole, che ci permette di riposare e al contempo praticare. Di dormire, ma di pigliare pesci. Anzi di scoprirne sempre di nuovi, nell’oceano profondo e fecondo del nostro immaginario onirico. Ed è una via ci allontana invece da quel dormire infruttuoso, quel dormire senza sogni che ci coglie quando camminiamo senza osservare dove siamo, o chi incrociamo, dimenticandoci persino dove stiamo andando, per quale motivo e se abbiamo davvero voglia di andarci. Quando insomma mettiamo “il pilota automatico” alle nostre giornate. O alle nostre vite. Le pratiche di Sogno Lucido disattivano il pilota automatico, riportandoci al timone delle onde del nostro sogno e del sogno condiviso, che è l’esistenza e il mondo stesso, rendendoci improvvisamente e via via più consapevoli delle infinite rotte tracciate sul mare da tutti i timoni, in un intreccio e disegno sempre in movimento, sempre modificabile, anche con un piccolo cambio di rotta, che può cambiare la storia. La nostra storia e, di conseguenza, quella di molti attorno a noi. Magari la Storia stessa, del Grande Sogno.

Francesca Salcioli
Naturopata, Presidente Associazione Nidra
info@associazionenidra.it

Articolo pubblicato su RESPIRO 4/2017

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