Cure domiciliari: una soluzione efficace ma ancora poco diffusa in Italia.

In occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a Lungo Termine tenutisi lo scorso luglio, Italia Longeva – rete nazionale di ricerca sull’invecchiamento e la longevità attiva – ha presentato ufficialmente i risultati di una survey realizzata allo scopo di comprendere l’organizzazione ed il livello di diffusione in Italia dei servizi di Assistenza a Domicilio

Lo studio sottolinea la forte disomogeneità esistente all’interno del Paese relativamente alle prestazioni, alle ore dedicate a ciascun assistito, alla natura pubblica o privata degli operatori e al costo pro capite dei servizi erogati, e rivela come l’Assistenza Domiciliare per la cura a lungo termine degli anziani fragili o con patologie croniche, pur essendo l’alternativa più efficace ed economicamente sostenibile all’attuale modello che ruota attorno all’ospedale, costituisca ad oggi pressoché un privilegio: ne gode infatti solo il 2,7%degli ultrasessantacinquenni residenti in Italia.
I risultati dell’analisi delineano dunque l’immagine di un paese che ad oggi dedica all’assistenza domiciliare meno risorse di quanto sarebbe auspicabile e che non ha ancora individuato un modello univoco e condiviso per la gestione della cronicità.
Cyrille Ferrachat, Direttore Generale di Medicasa Italia, società del Gruppo Air Liquide specializzata nella progettazione ed erogazione di Cure Domiciliari, ha commentato: “L’aumento della popolazione ultra sessantacinquenne,  l’incremento della prevalenza delle malattie croniche, della multicronicità e della non autosufficienza, comportano una crescita della complessità dei bisogni socio-sanitari della popolazione, rendendo necessario un adeguamento e un rafforzamento nell’ambito dell’intera Assistenza Territoriale. In questo contesto, l’Assistenza Domiciliare Integrata rappresenta un servizio chiave di assistenza sanitaria e sociale al paziente erogata direttamente al proprio domicilio. Un servizio che consente da un lato di rispondere in modo efficace alle necessità del Sistema Sanitario, alleviando la presa in carico della cronicità da parte delle strutture ospedaliere, e dall’altro permette all’assistito di continuare a vivere tra i propri cari in una fase della  vita dove la malattia e il declino funzionale sono dominanti, migliorando al contempo l’aderenza ai trattamenti e la qualità di vita del paziente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *