8 italiani su 10 rivogliono la cucina della nonna: lasagne e pollo nel menù ideale.

Raffinata, ricercata, gourmet. Di tendenza, etnica, vegetariana o vegana. Niente da fare, quando si parla di cibo e di scelte a tavola gli italiani non vogliono correre rischi e alla prova dei fatti scelgono sempre le ricette classiche di una tradizione ricca di storia e di gusto: quelle della nonna. Sono infatti quasi 8 su 10, il 76%, quelli che dicono di preferire la cucina della tradizione, quella della nonna, a piatti ricercati, lunghe preparazioni, sapori esotici o standardizzati come quelli dei fast food. Il menù perfetto? Prevede sempre lasagne e pollo al forno. È quanto emerge dall’ indagine Doxa/Unaitalia “Le ricette della tradizione” su un campione rappresentativo di 1000 italiani – realizzata in occasione della festa dei nonni che si festeggerà il prossimo 2 ottobre e che racconta, attraverso abitudini e preferenze in cucina, il rapporto che gli italiani hanno con i principali custodi della tradizione, i nonni.

“Assistiamo ad un ritorno alla cucina della tradizione, a quella dei sapori di una volta – spiega l’antropologo alimentare e food writer Sergio Grasso – lo confermano anche le ricette preferite per il pranzo della domenica: la lasagna e il pollo rappresentano senza dubbio il paradigma della cucina della nonna, declinato in tutte le regioni. Il pollo in particolare si mangia in tutta Italia, ogni regione con le sue peculiarità, dal pollo con i peperoni a Roma al pollo fritto al nord”.

D’accordo quindi a sperimentare, provare, assaggiare, esplorare. Ma quando si tratta di scelte a tavola gli italiani si guardano in casa propria, o meglio, in quella della nonna. Lo dimostra il fatto che per il 67% di loro il pranzo ideale della domenica è a casa con i famigliari, soprattutto dalla nonna con tutta la famiglia. Insomma, la domenica dai nonni è l’icona del pranzo dei giorni di festa, soprattutto tra i più giovani: sono infatti i millennials a guardare più di tutti, e con affetto, alle riunioni in famiglia a casa dei nonni, lo afferma il 44% dei giovani tra i 18 e i 24 anni. “I più giovani non snobbano i nonni – continua Grasso – lo hanno fatto le generazioni precedenti, quelle del boom economico, mentre quelli di oggi forse sono un po’ spaesati, ma sicuramente più riflessivi e dai nonni ci vanno volentieri”.

Queste, nello specifico, le ricette più amate. Tra i primi piatti è la lasagna a farla da padrone, considerata da un italiano su due (il 50%) il primo piatto preferito dopo la pasta all’uovo (24%), il risotto (20%), le minestre e le zuppe (6%). Tra i secondi, invece, è l’immortale pollo arrosto con le patate il piatto della memoria, considerato dal 36% degli italiani il piatto della nonna per eccellenza insieme ad altri piatti tipici della tradizione come l’arrosto di vitello (20%), le polpette (18%), il pesce al cartoccio (16%) e il coniglio alla cacciatora (10%).

“Oggi è in atto un ritorno alla cucina della nonna perché siamo stanchi di quel fenomeno che io chiamo ‘pornografia gastronomica’, quell’eccesso di cibo proposto in ogni ambito e situazione. Ma prima di essere un bene di consumo mediatico e di costume, il cibo è innanzitutto condivisione, serenità e tradizione: in questo la figura dei nonni, con la loro cucina antica e rassicurante, rappresenta ancora un elemento identificativo importante a cui fare riferimento” – spiega Grasso.

Ed è sempre soprattutto per i millennials che la nonna è anche la maestra di cucina ed è a lei che si affidano per apprendere i segreti ai fornelli. Se infatti il 21% degli italiani rivela di aver imparato a cucinare dalla nonna, la percentuale quasi raddoppia (37%) tra i ragazzi tra i 18 e i 24 anni. “I nonni hanno qualcosa da raccontare, magari non necessariamente con le parole ma lo fanno attraverso le loro azioni, il loro modo di accarezzare i bambini, la loro cucina. Sono enciclopedie viventi, vanno tenute in vita anche attraverso belle abitudini famigliari come il pranzo della domenica” – conclude l’antropologo.

La cucina della nonna vola in alto. A New York un imprenditore italo-americano ha avuto un’idea semplice, quanto geniale: servire nel suo locale piatti cucinati da nonne di tutto il mondo, per ritrovare quei sapori irripetibili, quella sapienza nelle preparazioni che solo le depositarie della gastronomia tradizionale riescono a trasmettere nei loro piatti. In Francia invece le nonne si fanno “chef a domicilio” per portare in ogni casa la cucina di una volta (AdnKronos Salute).

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