L’Istituto Superiore di Sanità in cento scatti firmati Oliviero Toscani.

Oliviero Toscani fotografa l’Istituto Superiore di Sanità. Un viaggio nei laboratori, nelle sale, negli uffici di uno dei più grandi istituti di sanità pubblica europei. L’obiettivo del grande fotografo ha fissato i volti per raccontare l’entusiasmo, la passione e l’atmosfera che animano più di duemila persone che lavorano con la missione principale di tutelare la salute dei cittadini.

Ne è nato un volume Il contributo italiano alla ricerca per la salute che contiene più di cento scatti del grande maestro italiano della fotografia che ha ritratto tutti, indipendentemente dal ruolo e dalle funzioni, per rappresentare lo spirito di squadra che anima tutte le componenti che partecipano, ognuna con la propria professionalità, al complesso lavoro che svolge l’ente pubblico italiano nell’ambito della ricerca e del controllo in sanità.

Le fotografie, alla presenza di Oliviero Toscani, sono state presentate  alla sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, nel corso di una serata condotta da Tiberio Timperi con il contributo degli artisti Ennio Fantastichini, Mimmo Locasciulli, Elena Sofia Ricci

Un omaggio che il Presidente dell’Istituto, Walter Ricciardi, ha voluto fare a tutti coloro che lavorano all’Istituto per sottolineare il presente ma anche per ricordare le sue radici, a cui è dedicato un capitolo del volume.

“Le immagini scattate oggi sono anche la testimonianza di ciò che l’Istituto è stato ieri, di quello che hanno ereditato le persone che vi lavorano oggi – afferma Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità –   Per parlare di tutto questo ci volevano immagini speciali con una grande forza evocativa. Serviva un grande maestro ed è per questo che ho chiesto a Oliviero Toscani se gli sarebbe piaciuto fare questo viaggio nel mondo della ricerca pubblica”

Nel volume, in italiano e inglese, di cui anche il progetto grafico porta la firma dello Studio Toscani, tra i testi, quelli di Sergio MattarellaBill Gates e del premio Nobel Eric Chivian.

“Il volume che ci ha consegnato è un immagine autentica e al contempo diversa delle persone che vi lavorano – continua Ricciardi – è riuscito a ritrarre con gli schemi e gli strumenti comunicativi della società contemporanea, in modo non convenzionale e senza retorica, ma con concreta efficacia, il senso dell’appartenenza che anima l’Istituto”.

Un invito che Toscani ha accolto con entusiasmo e che lo ha portato a vivere per diversi giorni negli spazi dell’Istituto e a incontrare le persone per poterne cogliere le espressioni più autentiche.

“È stato un viaggio divertente quello che ho compiuto nei corridoi, nei laboratori e negli uffici dell’Istituto – dice Oliviero Toscani – Di queste persone ho ritratto la voglia di vivere, la curiosità, l’intensità degli sguardi, simili a quelli di un ragazzino che spera di trovare qualcosa nel gioco a cui sta giocando. In questo un ricercatore e uno scienziato si somigliano, nel coraggio di cercare strategie sempre nuove e di non arrendersi”.

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