Vaccinazione anti influenzale negli over 65: una questione di priorità, adesione e appropriatezza.

  • Il 99,7% dei medici di famiglia considera la vaccinazione anti influenzale uno strumento di prevenzione importante e prioritario.
  • Oltre il 70% degli intervistati ritiene che debba essere fatto uno sforzo per migliorare l’adesione alla vaccinazione nella popolazione over 65 anni.
  • Il 99% dei medici di famiglia non teme gli eventi avversi che ritiene rari o poco frequenti e il 74% si è vaccinato contro l’influenza.
  • Il 57% dei medici che ha preso parte all’indagine dichiara di adottare il vaccino adiuvato, fornito dalla ASL e appropriato per la popolazione anziana di età superiore ai 65 anni.

vaccinoanziani

Il 99,7% dei medici considera la vaccinazione anti influenzale uno strumento di prevenzione importante prioritario, ma solo circa il 30% è soddisfatto delle azioni pubbliche messe in atto per promuovere la vaccinazione degli over 65 anni, la categoria più esposta al rischio influenza e quindi più bisognosa di essere tutelata da azioni preventive appropriate. Questi i principali risultati dell’indagine svolta da METIS, Società scientifica dei Medici di Medicina Generale, su un campione di 1000 Medici di Medicina Generale.

“La ‘fotografia’ che emerge dalla nostra ricerca, conferma la piena consapevolezza della classe medica rispetto alla valenza della vaccinazione anti influenzale” spiega Tommasa Maio, responsabile per FIMMG del progetto “MMG e Vaccinazioni”. In merito alla scelta del vaccino, oltre il 57% dei medici ha dichiarato di aver adottato anche il vaccino adiuvato, come ricevuto della ASL, ma solo il 40% dei medici dichiara di poter scegliere quali vaccini richiedere alla ASL di appartenenza. “In tal senso, appare evidente la necessità di potenziare il ruolo della Medicina Generale nella governance della politica vaccinale, che deve potersi fondare, a maggiore tutela dei pazienti, sull’appropriatezza prescrittiva. Il MMG deve poter scegliere quale vaccino utilizzare perché è fondamentale valutare la storia clinica per definire l’approccio più indicato per ciascuno dei nostri assistiti. Nel caso dei pazienti over 65, il vaccino adiuvato rappresenta, come dimostrano i dati in letteratura, uno strumento insostituibile.” conclude la Dott.ssa Maio.

I vaccini adiuvati, rispetto ai vaccini convenzionali, sono infatti particolarmente indicati nella popolazione over 65 in quanto agiscono rafforzando il sistema immunitario proteggendo dalle complicanze dell’influenza che, soprattutto in presenza di malattie croniche concomitanti come diabete, patologie cardiovascolari o respiratorie, vanno a peggiorare ulteriormente la condizione clinica.

“E’ stato dimostrato che il vaccino influenzale adiuvato con MF59 evoca negli anziani una risposta immunitaria significativamente superiore rispetto ai vaccini trivalenti convenzionali, risposta che migliora con la somministrazione ripetuta annualmente. Ciò permette di ridurre il rischio di ricovero ospedaliero del 25%. Nell’anziano la vaccinazione produce un’immunità reattiva anche contro ceppi influenzali non inclusi nella formulazione del vaccino, offrendo così una protezione più ampia verso le varie tipologie di ceppi circolanti” spiega Michele Conversano, igienista e Presidente HappyAgeing. “Questo vaccino può quindi essere considerato lo strumento preventivo d’elezione nella fascia over 65, non solo per l’efficacia ma anche per il profilo di sicurezza, come accertato da 15 studi clinici che hanno coinvolto quasi 11mila soggetti”.

L’influenza stagionale, pur avendo un impatto epidemiologico rilevante – lo scorso anno è stato colpito il 10% della popolazione mondiale pari a oltre 6 milioni di persone – viene ancora oggi sottovalutata e talvolta confusa con le sindromi para-influenzali. Manca soprattutto la consapevolezza che nei soggetti a rischio l’infezione possa portare a delle gravi conseguenze, sebbene ogni anno si contino in Italia in media circa 8.000 decessi direttamente correlati alle complicanze da influenza, di cui il 90% riguarda gli over 65.

“In questi anni abbiamo registrato un progressivo calo delle vaccinazioni, soprattutto nella popolazione anziana, tanto che, guardando ai dati, con lo scorso anno possiamo dire di aver fatto un salto indietro di ben 15 anni in termini di coperture vaccinali, tornando ai livelli della stagione 2000-2001 e arrivando a vaccinare a malapena il 50% nella popolazione anziana” spiega Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive, Istituto Superiore di Sanità. “Gli ultimi dati della rilevazione Influnet, aggiornati al 15 novembre, mostrano un progressivo aumento dei casi, che hanno superato quota 193.000. Ancora non siamo nella fase epidemica, ma il picco del contagio è atteso tra dicembre e gennaio, ed è quindi importante proteggersi per tempo con la vaccinazione”.

Oltre ai benefici in termini di salute pubblica, la vaccinazione anti influenzale rappresenta la strategia di prevenzione con il miglior profilo di costo-efficacia; come dimostra una recente analisi il Servizio Sanitario Nazionale otterrebbe un risparmio pari a 3,6 milioni di euro annui. Un modello di simulazione farmaco-economica realizzato in Italia chiarisce inoltre che, preferendo la vaccinazione influenzale adiuvata con MF59 rispetto al vaccino convenzionale si otterrebbe un ulteriore risparmio dell’11,8%, pari a 80 milioni di euro, in parte ascrivibile al numero di ricoveri ospedalieri evitabili.

In una società che invecchia i vaccini anti influenzali rappresentano quindi una vera e propria arma di difesa, una sorta di “chiave della longevità” che permette di invecchiare in salute evitando le complicanze a essa correlate. Resta fondamentale il ruolo del medico di medicina generale, quale punto di riferimento dell’assistito, cui spetta la valutazione della storia clinica del paziente per definire l’approccio vaccinale più indicato, ma soprattutto efficace.

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